Verde verticale secondo noi …. ovvero ‘Terre Verticali’ da oggi in poi..

A gennaio 2008 ha inizio la mia prima realizzazione relativa al Verde verticali, basata su un concetto totalmente diverso rispetto alle varie esecuzioni che il mercato proponeva e propone tuttora. Il concetto determinante e fondamentale , è basato sull’utilizzo di terreno di coltivo mescolato ad una minima parte di torba e di materiale inerte e drenante. In pratica, vado ad ingabbiare per 15/20 cm di questo terriccio medio pesante contro una parete portante, arrivando a generare un volume consistente di substrato specifico, idoneo a ‘ricevere’ piante posizionate in verticale. La qualità e le caratteristiche fisiche del substrato, ci permettono di irrigare molto poco, e per l’alimentazione delle piante non viene utilizzata la fertirrigazione. Le sostanze nutritive che il substrato medio pesante rilascia, avviene lentamente, in minima e costante quantità diluita nel tempo, e nel caso di reintegro, la qualità tampone che il substrato argilloso manifesta, è una garanzia di immagazzinamento e di lento rilascio, rendendo gli interventi di concimazione sporadici . Perciò in sintesi, terreno medio pesante, poca e calibrata irrigazione, rara e minima concimazione , sono le caratteristiche fondamentali delle nostre Terre Verticali. Atro dato rilevante che avvalora l’efficienza di questo sistema, è la bassa incidenza economica manutentiva relativa al mantenimento delle verde verticali, quantificabile in quindici minuti operativi annui per metro quadro di parete verde. Questo dato quantificato in tempistiche manutentive e di conseguenza di costi, è basato su appunti annuali che si sono annotati nei dieci anni di assistenza allo sviluppo e al mantenimento della parete verticale verde. La scelta botanica delle varietà utilizzabili in questi svariati contesti, è la minima difficoltà, visto la lunga esperienza professionale improntata nel settore delle ‘erbe e fiori ’. Le immagini che seguiranno di alcune delle pareti verticali eseguite, sono la testimonianza della validità del ‘concetto applicato’ , dove a distanza di 10 anni sono tuttora funzionali ed esteticamente appariscenti.

Realizzato nel gennaio 2008, in una località soleggiata del lago di Iseo situata nel paese di Sarnico , il primo ‘prototipo di Terre verticali’eseguito nel settore delle pareti verdi. In questo caso, la realizzazione è stata da me ideata e progettata e poi realizzata dal giardiniere. A distanza di dieci anni, è ancora funzionale ed esteticamente valido sotto il profilo dell’appariscenza vegetativa.

Realizzata a fine 2009 inizio 2010. Sull’onda della buona riuscita del primo prototipo eseguito, la progettista Patrizia Capelli, ha progettato una parete verde alta sette metri , attuando metodi e concetti applicati alle Terre verticali di Sarnico. In questo caso, la scelta botanica varietale si è imperniata su varietà idonee per zone ombrose e a distanza di otto anni, è tutto funzionale e di ottima presenza.

Prototipi realizzati, applicando tutti i concetti utilizzati nelle esperienze di pareti verdi verticali realizzate un decennio fa. Altro fattore importante delle Terre Verticali, sta nel fatto che si può realizzare e programmare un produzione mirata in tre mesi vegetativi , ottenendo un effetto vegetativo FINITO a pronto effetto, dove l’unica operazione mancante che rimane , è l’innesto del tubo di irrigazione ed il fissaggio ad una parete portante di aggancio.

Ulteriore sviluppo dei prototipi del punto D, e la realizzazione di pareti verticali verdi, ma bifacciali , ovvero una parete con vegetazione da entrambe i lati, alta sui due metri , con uno spessore di 20 cm, con una lunghezza a multipli di un metro e mezzo, con piastre di base autoreggenti da fissare alla pavimentazione. Ottima alternativa ad una siepe ingombrante di divisoria di proprietà o di parziali separé.